Torna alla home page  
Vai al sito di Banca di Romagna
 
   

Da Giani a Fattori. Maestri della pittura italiana del XIX secolo nelle collezioni di Faenza.
7 dicembre 2007 - 25 gennaio 2008

 
Mostra 

Da Giani a Fattori. Maestri della pittura italiana del XIX secolo nelle collezioni di Faenza

Dicembre 2007-Gennaio 2008
1 2 3 4 5
6 7 8 9 10
11 12 13 14 15
16 17 18 19 20
21 22 23 24 25
26 27 28 f.c.

 

 

 


FRANCESCO PELUSO (1836-post1916)
Dopo il veglione
Olio su tela, cm 35 x 21
Inv. n. 847

Provenienza: lascito Paolo Galli, 1938 n. 20

Attribuito a “ignoto autore di scuola boldiniana-fine secolo XIX” da A. Corbara (scheda per la soprintendenza di Bologna n. 226, 1951) e ad anonimo “pittore napoletano” alla mostra della donazione Galli del 1955, è stato attribuito, pur con dubbio, al napoletano F. Peluso da un esperto che vide il quadro negli anni Sessanta (comunicazione verbale di E. Golfieri del 1992).
Da confronti con altre opere transitate alle aste sotto questo nome, si ricava una chiara similitudine con questo tipo di soggetti, ad esempio: Il corteggiatore, Trucco con le carte, Intrusione nel salone e simili, spesso di piccolo formato.
Uno dei rari profili critici su questo autore è di E. Giannelli (1916, pp. 359-60): risulta che nella sua lunga carriera ottenne discreti consensi e un buon successo di vendite.
Alla piacevolezza dei soggetti è associata una veste pittorica a tocchi rapidi e veloci.

Bibliografia:
Mostra di opere della Raccolta Galli, cat. mostra, Faenza, 1955
Il Museo Nascosto, Arte Moderna nella Pinacoteca di Faenza, cat. mostra a cura della Direzione della Pinacoteca Comunale di Faenza, pp. 52-53

Biografia: GIUSEPPE DE NITTIS (Napoli 1836 - post 1916)
Frequenta a Napoli l’Accademia delle Belle Arti e contemporaneamente studia privatamente con Vincenzo Petrocelli. Esordisce nel 1855 e partecipa regolarmente alle mostre della Promotrice “Salvator Rosa”. L’unico profilo critico che abbiamo su questo pittore è del Giannelli, dal quale si apprende che oltre a dipinti di genere e storici, il Peluso ha trattato anche soggetti dal carattere più “leggero”.