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Da Giani a Fattori. Maestri della pittura italiana del XIX secolo nelle collezioni di Faenza.
7 dicembre 2007 - 25 gennaio 2008

 
Mostra 

Da Giani a Fattori. Maestri della pittura italiana del XIX secolo nelle collezioni di Faenza

Dicembre 2007-Gennaio 2008
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TOMMASO MINARDI (1787-1871)
La cena in Emmaus
Olio su tela, cm 54 x 65,5

Inv. n. 930

Provenienza: depositato dalla Congregazione di Carità di Faenza

Il dipinto fu inviato da Roma, dove Minardi studiava grazie al sussidio della Congregazione, nel 1807; depositato in Pinacoteca nel 1879, grazie alle sollecitazioni di Federico Argnani che riuscì ad acquisire dalle varie Opere Pie un più che notevole fondo di opere d’arte.
E’ uno dei primi e più significativi saggi di pittura dell’artista, all’epoca ventenne, in cui è stata avvertita, da parte della critica più recente, l’influsso della declinazione fiamminga del caravaggismo, in voga a Roma in quel periodo, e delle stampe rembrandtiane studiate alla scuola di Giuseppe Zauli, maestro di Minardi negli anni giovanili a Faenza.
La scena si svolge in un ambiente povero, ravvivato dalla realistica figura dell’oste e dallo splendido brano di natura morta della tavola imbandita e delle stoviglie disposte sulla mensola; l’episodio evangelico è sentito nei termini di una raccolta intimità famigliare.
E’ stato più volte esposto alle mostre che hanno segnato la revisione degli studi sul Neoclassicismo e sul Purismo, fino alla recente rassegna Maestà di Roma.

Bibliografia:
Artisti romagnoli dell’Ottocento, cat. mostra, Faenza, 1955, p. 27
A. Archi, La Pinacoteca di Faenza, Faenza, 1957, p. 37
L’Arte del Settecento in Emilia e in Romagna. L’età neoclassica a Faenza, cat. mostra, Bologna, 1979, pp. 99-100
Tommaso Minardi. Disegni, taccuini, lettere nelle collezioni pubbliche di Forlì e Faenza, cat. mostra, Bologna, 1981, p. 6

Biografia: TOMMASO MINARDI (Faenza 1787 – Roma 1871)
Passa i primi anni della sua vita a Faenza, dove è allievo di Giuseppe Zauli, con il quale visita le principali città della Romagna, Bologna e Firenze, studiando le opere del Francia e di Andrea Del Sarto. Nel 1803 si reca a Roma dove frequenta l’Accademia di San Luca e dove ritova F. Giani che lo introduce nell’ambiente artistico romano e nello studio del Camuccini. A Roma è attratto dalle opere di Michelangelo e di Caravaggio, e trae i suoi soggetti dal Vangelo, da Omero, da Dante, dal Tasso e dall’Ariosto. Nel 1806 vince il premio di Pittura all’Accademia di San Luca e nel 1808 il Concorso dell’Accademia felsinea che gli vale il pensionato a Roma. Entra in contatto con i Nazareni Tedeschi , avviandosi ad elaborare la poetica della corrente purista e nel 1842 , con Overbeck e Tenerani, sottoscrive il Manifesto del Purismo Italiano. E’ stato direttore dell’Accademia di Perugia, Professore dell’Accademia di Roma e di Firenze.