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Da Giani a Fattori. Maestri della pittura italiana del XIX secolo nelle collezioni di Faenza.
7 dicembre 2007 - 25 gennaio 2008

 
Mostra 

Da Giani a Fattori. Maestri della pittura italiana del XIX secolo nelle collezioni di Faenza

Dicembre 2007-Gennaio 2008
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TOMMASO MINARDI (1787-1871)
Ultima cena
Olio su tela, cm 73 x 99,5

Inv. n. 919

Provenienza: depositato dalla Congregazione di Carità di Faenza

Completamente assente dagli studi su Minardi a causa delle pessime condizioni conservative, a cui ha posto magistralmente rimedio Valerio Contoli nel 1993, è stato reso noto in quello stesso anno per la prima volta da chi scrive.
Sul retro la scritta “Di ragione del Orfanotrofio degli Esposti di Faenza” ha consentito di appurarne la provenienza come deposito della Congregazione di Carità, come per La Cena in Emmaus della scheda precedente.
A tutt’oggi, però, non è stato possibile reperire documenti che consentano di stabilire la data del deposito, ma è certo che deve trattarsi di uno dei saggi inviati da Minardi a Faenza da Roma, negli anni dal 1803 al 1810, a dimostrazione dei progressi compiuti negli studi grazie al sussidio della Congregazione.
M. R. Bentini collega il dipinto alle incisioni tratte da un’opera di N. Poussin (1594-1655), l’Eucarestia, dalla serie raffigurante I sette sacramenti dipinta dal maestro francese, attorno al 1647, per Paul Freary de Chatelou.
Prima del 1803 Minardi, alla scuola di Giuseppe Zauli suo maestro a Faenza negli anni giovanili, si esercita sulle stampe acquistate dal Municipio nel 1797, in cui le incisioni da Poussin sono presenti in buon numero.
La veste cromatica, nonostante i danni subiti dalla tela, appare raffinata e vicina, cronologicamente, alla Cena in Emmaus.

Bibliografia:
Pittura dell’Ottocento e Novecento dalle collezioni della Pinacoteca Comunale di Faenza, cat. mostra a cura di S. Casadei, Faenza, 1993, pp. 13-14 e 50
M. R. Bentini, Intorno a Gaspare Mattioli, “satellite” faentino di Minardi, in “Romagna Arte e Storia”, n. 39, 1993

Biografia: TOMMASO MINARDI (Faenza 1787 – Roma 1871)
Passa i primi anni della sua vita a Faenza, dove è allievo di Giuseppe Zauli, con il quale visita le principali città della Romagna, Bologna e Firenze, studiando le opere del Francia e di Andrea Del Sarto. Nel 1803 si reca a Roma dove frequenta l’Accademia di San Luca e dove ritova F. Giani che lo introduce nell’ambiente artistico romano e nello studio del Camuccini. A Roma è attratto dalle opere di Michelangelo e di Caravaggio, e trae i suoi soggetti dal Vangelo, da Omero, da Dante, dal Tasso e dall’Ariosto. Nel 1806 vince il premio di Pittura all’Accademia di San Luca e nel 1808 il Concorso dell’Accademia felsinea che gli vale il pensionato a Roma. Entra in contatto con i Nazareni Tedeschi , avviandosi ad elaborare la poetica della corrente purista e nel 1842 , con Overbeck e Tenerani, sottoscrive il Manifesto del Purismo Italiano. E’ stato direttore dell’Accademia di Perugia, Professore dell’Accademia di Roma e di Firenze.