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Domenico Baccarini. I disegni dalle Collezioni Comunali
24 febbraio
- 17 giugno 2007

 
Mostra 

Domenico Baccarini
I disegni dalle Collezioni Comunali

24 Febbraio - 17 giugno 2007

 

 

 

 

 


Attraverso un percorso cronologico, che va dalle esercitazioni scolastiche del 1902 al 1907, anno della morte di Domenico Baccarini, la mostra intende documentare l’intera evoluzione nella produzione di disegni dell’artista faentino. Forte sperimentatore delle diverse tecniche del linguaggio figurativo, Baccarini attraversa le grandi correnti del primo Novecento, come divisionismo, simbolismo, Art Noveau ed espressionismo e percepisce i riflessi del mondo a lui contemporaneo a partire dagli aspetti tecnici e stilistici per trovare il mezzo più adatto a fissare i propri sentimenti ed idee.
L’autore, formatosi nella Scuola di Arti e Mestieri di Faenza diretta da Antonio Berti e animatore di un cenacolo che coinvolse artisti quali Rambelli, Ugonia, Nonni, Drei e Melandri ha sperimentato tutte le tecniche e proprio nel bianco e nero ha trovato la sua forma espressiva più intensa. Partito da una formazione attenta al naturalismo ottocentesco e capace di cogliere ispirazioni grazie alla propria forte sensibilità, Baccarini avvia una propria evoluzione verso la pittura simbolista, abbandonando ogni intenzione descrittiva. Nelle sue opere non c’è però solo il forte segno simbolista, che trova acuta espressione nel bianco e nero del disegno, ma anche richiami all’Art Nouveau, evidenti in alcuni particolari e in lavori come il proprio personale ex libris, e non sono tralasciati aspetti tipici del divisionismo, richiami all’arte sociale o intenzioni forti caratterizzanti l’espressionismo.
Nella raccolta delle collezioni comunali è documentata l’intera produzione di Baccarini: dalle esercitazioni scolastiche presso la Scuola d’Arti e Mestieri al drammatico autoritratto fatto poco prima della morte. Grande spazio è dedicato ai disegni con temi familiari, quando le modelle dei lavori di Baccarini erano la madre, la sorella, la nonna, la sua compagna Bitta e la piccola figlia Maria Teresa. Nell’intensa produzione baccariniana sono importanti anche i disegni dedicati agli amici, agli ambienti faentini e i lavori realizzati prima e Firenze e poi a Roma. Notevoli poi anche i disegni come illustratore, sia per le copertine di periodici che per la collaborazione avviata con lo scrittore Antonio Beltramelli per illustrare le sue novelle.
Proprio nelle illustrazioni Baccarini supera la rappresentazione della realtà aprendosi all’invenzione e alla fantasia e portando a maturazione la ricerca sul disegno avviata nelle scuole e nei corsi di nudo dal vero. Il disegno si conferma così come espressione autonoma, godibile nella sua intera produzione documentata in mostra, dove il bianco e nero trova il giusto mezzo per il superamento della visione positivista dell’immagine e dove le tecniche con la matita, il carboncino e il pastello permettono che le figure, in particolare autoritratti e ritratti, gli oggetti e i motivi diventino lo specchio dell’anima dell’artista.

ALCUNI DEI DISEGNI IN MOSTRA



Autoritratto con testa piegata
[1903]
matita contè, 370x265



Mattino puro
datato 1903
matita contè, 375x710

 


 

Testa di vecchia
[1904-1905]
matita contè, 420x375

 

 

La madre
1905
matita contè, 320x260

 

 

 

La cugina che fa la calza
1905
matita contè con coloriture all'acquarello, 295x215 

 

Il violinista
1905
carboncino e gessetto su carta avoriata, 440x250

 

 

 

Mareja
[1906]
carboncino con segni di gessetto, 255x335

 

Il gioco
1906
matica contè con gessetto, 270x420