Torna alla home page  
 
   

LEONARDO CASTELLANI
Nuove donazioni a Faenza
26 novembre 2016 - 26 febbraio 2017

 
Mostra 

LEONARDO CASTELLANI
Nuove donazioni a Faenza
26 Novembre 2016 - 26 febbraio 2017

Pagina iniziale

Introduzione
di Claudio Casadio

La luce nei segni di Castellani
di Pietro Lenzini

Le opere di Castellani al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
di Claudia Casali

Bibliografia e mostre di Leonardo Castellani

Scarica la pubblicazione in formato pdf (file di 9 Mb)


 

 

 

 

Leonardo Castellani

Nasce a Faenza il 19 ottobre 1896 da una famiglia di ebanisti, si trasferisce a Cesena, insieme alla famiglia, nel 1909. Nel 1913 si diploma presso la Scuola Industriale, dove il padre dirige la sezione di ebanisti-intagliatori. Si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze, presso la quale frequenta insieme a Osvaldo Licini la sezione di scultura. Partecipa nel 1919 alla Mostra Malatestiana di Cesena, vi riceve un diploma e una medaglia d’argento. Nel marzo 1920, alla fine della Prima Guerra Mondiale, è congedato col grado di sottotenente; pubblica il suo primo libro, una sorta di diario autobiografico intitolato “2 quaderni” stampato nella tipografia di uno zio a Forlì.
Durante un soggiorno a Roma, frequenta lo studio dello scultore Ettore Ferrari e, sensibile al movimento futurista di Marinetti, instaura rapporti d’amicizia con Balla. Rientrato a Cesena fonda la ditta “Bottega di ceramica artistica”, vi allestisce anche una esposizione personale; l’azienda non ha fortuna poiché subisce, oltre a due incendi, anche un forte dissesto economico che lo costringe alla chiusura nel 1923.
Sotto la spinta del movimento futurista, produce molta decorazione pittorica e molta scultura. In questo periodo espone più opere alla III Biennale Romana del 1925 e, l’anno successivo, alla Biennale Internazionale di Venezia. Gli Amici dell’Arte di Cesena gli allestiscono una esposizione personale nel 1927, anno in cui decide di trasferirsi a Venezia dove instaura rapporti con Cardarelli, Ezra Pound e Virgilio Guidi.
Dal 1928 inizia ad insegnare decorazione e ceramica presso il Regio Istituto d’Arte di Fano. Nella cittadina inizia a studiare incisione e ad incidere. Nel 1930, presso la Scuola del Libro di Urbino, ricopre la Cattedra di Calcografia che terrà per 38 anni. A Torino, nel 1934 viene premiato con una Medaglia d’Argento e Diploma del Ministero della Pubblica Istruzione.
L’intera sua produzione pittorica e calcografica, che comprende oltre millecinquecento lastre, è interamente prodotta ad Urbino.
Definito in un primo momento “virtuoso” del bulino, poi artista, Castellani può essere dichiarato vero poeta dell’incisione quando conquista uno stile proprio, quando con quel veloce segno a spiovente caratterizza le proprie lastre che rende uniche e riconoscibilissime.
Per natura eclettico, Castellani si dedica anche all’editoria artistica, pubblica la rivista artistica “Valbona”, disponibile per abbonamento e tirata in sole ottanta copie. Collabora ai giornali “Roma futurista”, “L’Assalto” e “L’Italiano” di Longanesi, “Il Popolo”, “La Fiera Letteraria”, “Il Mondo” di D’Annunzio, “La Voce Repubblicana”, “La Nazione”, “Il Resto del Carlino”, “Il Caffè” di G.B. Vicari.
Nel 1938 vince il Premio di pittura alla Mostra Sindacale di Ancona. Nel 1947 vince il Premio Recanati per il Bianco e Nero. Viaggiatore instancabile e raffinato scrittore, illustra con acqueforti i propri libri che stampa: Pagine senza cornice (1946), Quaderni di calcografo (1955), Cronachette d’amore in versi (1968), Giornate lunghe in Sardegna (1969), 13 canzonette (1971), Invito in Sicilia (1973), Donne donne così sia (1979).
Leonardo Castellani dal 1926 al 1956, prende parte a molte Biennali veneziane ed a tutte le mostre all’estero organizzate dal Sindacato del Bianco e Nero di Roma e a quelle promosse dalla Calcografia Nazionale di Roma.
Nel 1951 vince il Premio del Ministero della Pubblica Istruzione. L’anno seguente vince il Premio per la pittura G.Salvi, a Sassoferrato (An).
Nel 1965 riceve la Medaglia d’oro alla VIII Biennale Romagnola d’Arte Contemporanea di Forlì. Nel 1968 riceve una Medaglia d’Oro dall’Istituto d’Arte di Urbino.
Allestisce le antologiche più rilevanti: a Urbino nel 1976; a Faenza nel 1978; a Klagenfurt nel novembre 1990. Una donazione di 78 acqueforti, 5 acquetinte a colori, 2 acquetinte a due toni, più venti disegni, una cartella e un libro, è stata acquisita, nel 1980 alle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.
Nel 1981 gli viene riconosciuta una Medaglia d’oro della Città di San Leo per un “Maestro del nostro tempo”. L’anno dopo la Soprintendenza alle Belle Arti delle Marche gli assegna una Medaglia d’Argento.
Muore a Urbino il 20 novembre 1984.

Il catalogo generale della sua Opera grafica è stato edito da Neri e Pozza (1974 e 1986).
Opere di Leonardo Castellani sono in importanti musei (Helsinki, Londra, Milano, Padova, Roma, Verona e Faenza) e biblioteche (Ascoli Piceno, Cesena, Faenza, New York, Parigi, Piove di Sacco, Reggio Emilia, Urbania), nonché presso importanti Fondazioni (Cini, Venezia; matalon, Milano; Tito Balestra, Longiano; Mastroianni, Arpino).
Una donazione di 150 incisioni al Comune di Urbino ha trovato collocazione, nel 1985, nel Palazzo Viviani presso il Centro Studi per l’incisione “L.Castellani”, dove successivamente è stato aperto al pubblico il Museo Castellani. Nel 2003 vengono donate 56 incisioni sul paesaggio italiano al British Museum di Londra e nel 2005 Paolo Castellani dona 45 opere, tra lastre ed incisioni dal 1932 al 1983 alla Fondazione Mastroianni di Arpino.
Nel 2010, in occasione della mostra Castellani incisore e pittore, la famiglia Castellani ha donato al Comune di Fossombrone 12 incisioni originali esposte in una saletta riservata della Quadreria Cesarini.