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Anonimo pittore romagnolo, Madonna delle Grazie con il bambino e i santi Giacomo il Maggiore, Antonio Abate, Pietro e Lorenzo, olio su tela, commissionato da Riccardo Ferniani nel 1657, 1860 x 1660 Faenza, Museo Diocesano, (dai depositi della Concattedrale di Modigliana)

Non si conosce l’originaria
collocazione di questa pala d'altare restaurata recentemente da Mariella
Dell’Amore per conto della Diocesi di Faenza-Modigliana.
La tela, lasciata per lungo tempo nei depositi, era in pessimo stato di
conservazione e ricoperta da uno strato di polvere tale da rendere illeggibile
la cromia originaria e difficile la datazione. Il suo recto, con la presenza
di diverse toppe, denunciava un precedente intervento di restauro, da
collocarsi forse a fine Settecento. Dopo una prima pulitura e la rimozione
delle toppe suddette, ha subito un intervento di "ricucitura"
dei tagli e delle lacerazioni e, recuperata la stabilità, è
stata rimontata su un nuovo telaio. Terminata la fase conservativa, è
seguito l'intervento estetico e di ripristino delle aree lacunose con
colori ad acquerello rifiniti a vernice. Oltre ai colori originari, in
basso a sinistra è comparsa una scritta che ricorda il committente,
Riccardo Ferniani, e riporta la data di commissione, il 1657.
La nobile famiglia Ferniani era tra le maggiori della Val di Lamone. I
suoi possedimenti si estendevano non solo intorno al castello di Frignano
situato nella parrocchia della Paglia e fino a Brisighella, ma
entravano pure nell'altra valle, a oriente, giungendo fino alla città
di Modigliana dove, come a Brisighella, i Ferniani ebbero "casa aperta".
Tommaso Ferniani, sul finire del secolo XVI, insieme a suo fratello Vincenzo,
fece parte della magistratura faentina dei Cento Pacifici; fu
inoltre tra i Governatori di Brisighella e Anziano di Modigliana. Ebbe
prole assai numerosa e,per mezzo di questa, modo di imparentarsi con molte
famiglie di sangue illustre come i Rondinini, i Cattani, i Papiani. Suo
figlio Riccardo I, il committente della nostra pala, fu Governatore di
Brisighella e Uomo di Guerra di Modigliana.
Il dipinto presenta in alto, sulle nubi, circondata da protomi angeliche,
la B. V. delle Grazie di Faenza secondo un'iconografia del tutto eccezionale:
la Madonna tiene infatti la terna delle frecce spezzate solo nella mano
sinistra, mentre con la destra regge il Bimbo che rivolge lo sguardo verso
i Santi Giacomo il Maggiore, con la barba fluente, il manto rosso sotto
la veste verde e il bastone da pellegrino, e Antonio Abate, anziano, con
barba e capelli bianchi, bastone a forma di tau, maialino ai piedi. A
destra sono S. Pietro, inginocchiato su di un alto gradino, con le mani
giunte, gli occhi rivolti verso la visione celeste, e le chiavi, e S.
Lorenzo, vestito di rossa dalmatica e reggente con la mano sinistra la
graticola, strumento del suo martirio.
I volti sono come illuminati a chiazze dalla luce; le figure campiscono lo spazio, quasi ad escludere le connotazioni ambientali, solo accennate, e in parte anche nascoste in alto da tendaggi peraltro poco invadenti.
L'autore, suggerisce Anna Colombi Ferretti, è da ricercarsi nell'ambiente
cesenate, nel quale visse a lungo e operò Cristoforo Serra. I due
Santi a sinistra, infatti, somigliano a quelli che dipingeva e possono
quindi essere opera di un pittore a lui vicino. L'uso dei rossi e del
verde rimanda a certa sua pittura che un viaggiatore esperto ed immaginifico
come il veneziano Francesco Algarotti definì "un gran ragù
di colore con poco disegno". Ci sono le stesse generiche indicazioni
di terra pilastro cielo dell'allievo del Guercino a Roma, del "Signore",
del "Capitano di milizie" Cristoforo Serra, proveniente da una
famiglia di condizioni agiate, con frequentazioni importanti, socialmente
non distante dal nobile committente della nostra pala.
Luisa Renzi Donati
Bibliografia:
M. Dell'Amore, Relazione di restauro Madonna delle Grazie con Bambino
e Santi Lorenzo, Pietro, Antonio Abate e Giacomo, S. Lazzaro, 1.
9. 2011. L. Balduzzi, I Conti Ferniani di Faenza- Memoria genealogica.
Estratto del Giornale araldico- genealogico- Anno VIII, N. 1 e 2, Pisa
1880. Storie Barocche- da Guercino a Serra e Savolini nella Romagna
del Seicento. Catalogo a cura di M. Cellini, Bologna 2004. G. Savini,
Arte e devozione nelle pale d'altare. Estratto da "Storia
della Chiesa di Cesena", vol. II, Cesena 1998. G. Savini, Cristoforo
Serra, Capitano di milizie e pittore. Estratto di "Romagna arte
e storia", Anno IX (1989) numero 25, Rimini 1989. G. Savini, La
pittura a Cesena nel Settecento. Catalogo della mostra tenuta a Cesena
, 18 aprile- 3 giugno 1984, Cesena 1984. F. Arcangeli, La chiesa di
San Martino in San Domenico in Cesena e i suoi dipinti, Bologna 1964.
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