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NATIVITA': SUGGESTIONI

3 dicembre 2016 - 29 gennaio 2017

 
Mostra 

NATIVITA: SUGGESTIONI
3 Dicembre 2016
29 gennaio 2017

Presentazione mostra

Il bando mostra
Natività: suggestioni 2017
per gli artisti faentini

Le opere della mostra Natività: suggestioni 2016
- Bottega Jacopo da Bassano, Natività con Gesù
- Ambito nord italiano (XVI sec.), Adorazione dei Magi
- Anonimi Veneto Cretesi, Adorazione dei magi e dei pastori (tre opere)
- Cesare Gioseffo Mazzoni, Adorazione dei pastori e Adorazione dei magi (due opere)
- Giuseppe Milani, Natività
- Bottega locale attribuito ai Ballanti Graziani, scultura con Natività di Gesù
- Giovanni Battista Ballanti Graziani, Presepio entro tabernacolo di legno
- Ambito Tedesco, Natività di Gesù tratta dal Correggio
- Domenico Matteucci, Natività di Gesù
- Ambito italiano sec. XVII. Madonna del latte incoronata
- Ambito emiliano-romagnolo, Madonna del latte
- Bottega romagnola sec.XVIII, Madonna del latte


 

 

 


La mostra è frutto di una sinergia tra Pinacoteca Comunale e Museo Diocesano–Ufficio d’Arte Sacra che da tempo collaborano per valorizzare il patrimonio storico e artistico della città e che in questa occasione intendono realizzare un progetto biennale dedicato alle suggestioni del Natale nell'Arte. La prima parte del progetto, avviata con questa mostra, prevede l’esposizione di opere di diversa datazione, da quelle del Cinquecento fino ad una scultura in ceramica di Domenico Matteucci realizzata una cinquantina di anni fa.
La seconda parte del progetto, che verrà presentata durante l'inaugurazione del 3 dicembre, parte con la promozione di un bando pubblico per invitare gli artisti della Diocesi e della Romagna Faentina a presentare la loro interpretazione della rappresentazione del Presepe. Queste opere saranno selezionate per un’esposizione che si terrà nel 2017 e che sarà intitolata “Natività. Suggestioni dagli artisti faentini”.
Provenienti tutte dalle collezioni dei due musei, le opere in mostra sono conservate nei depositi e non sono normalmente visibili al pubblico. In esposizione in totale quindici opere per evidenziare come l’immagine della Divina Maternità abbia mosso il cuore degli artisti nei secoli, interpretando l’avvenimento messo in scena a Greccio ormai ottocento anni fa da San Francesco d’Assisi, il Santo protettore d'Italia. La mostra consentirà, tra l'altro, di capire come veniva riprodotta la scena del Presepe, sia nelle chiese che nelle famiglie, rielaborandolo nei modi più artisticamente elevati o in quelli più semplici e umili.
Nell’esposizione sono quindi presenti adorazioni di pastori e magi, dipinti, stampe e plastiche e una selezione del soggetto “Madonna del latte”. Aprono la mostra alcune opere del Cinquecento: una natività della bottega di Jacopo da Bassano giunta a Faenza con le collezioni del Vescovo Giuseppe Battaglia, una Adorazione dei Magi proveniente dalla chiesa di San Mamante in Oriolo, non priva di richiami alla pittura nordica, che mette a confronto il fasto regale dei Magi con la povertà del luogo in cui alloggia la Sacra Famiglia che porge un luminoso Bimbo. Nella parte del Cinquecento sono presenti anche tre tavole della scuola Veneto Cretese che ben dimostrano sia il passaggio progressivo del modo di dipingere di questa scuola dai modelli bizantini alla cultura popolare e alla classicità italiana sia l'utilizzo di queste tavole, di un formato relativamente piccolo, per la devozione privata. Per il sei-settecento sono poi presentati due pittori significativi, il tardo barocco di Cesare Gioseffo Mazzoni con due ovali dedicati rispettivamente all'adorazione dei pastori e dei Re Magi e il settecentesco Giuseppe Milani con una Natività dove la luce di Gesù Bambino che illumina la scena sembra abbagliare il pastore in primo piano.
Due plastiche in terracotta rendono conto di presepi realizzati circa duecento anni fa. Il primo è una vera e propria scultura, con il Bambino Gesù giocoso in piedi e l'asinello che guarda interpellante, di settecentesca bottega emiliano-romagnola ma attribuibile ai Ballanti Graziani. La seconda terracotta è un grazioso teatrino entro un bel tabernacolo in legno dorato di Giovanni Battista Graziani, realizzato nei primi decenni dell'Ottocento.
Sempre dall'Ottocento proviene una litografia tratta da una grande opera del Correggio che offre, oggi come nel periodo di realizzazione, la possibilità di avvicinare un capolavoro della scuola emiliana in forma divulgativa.
Per il Novecento è stata scelta una scultura in ceramica realizzata da Domenico Matteucci e recentemente donata da Muky al Museo Diocesano. Le scelta dell'uniforme colore bianco dona un'impronta mossa al presepe ideato da Matteucci, come fosse porcellana o bronzo. La Sacra Famiglia sembra infatti protesa verso un altro spazio ideale, unita con San Giuseppe in atto protettivo verso Maria che si volge a lui con il Bimbo nel suo grembo.
A parte, una piccola selezione del soggetto della Madonna del latte consente di vedere come per tre diversi secoli un tema specifico sia stato affrontato, anche con variazioni significative, pur volendo mantenere un momento intimo e popolare della Maternità Divina che mette in contatto con uno dei momenti più umani in cui un Dio onnipotente si fa uomo-bambino e bisognoso come qualsiasi altro bimbo. In mostra su questo tema sono state scelte tre opere, dalla seicentesca Madonna Incoronata, anch'essa proveniente dalla collezione del Vescovo Giuseppe Battaglia, al barocco ovale settecentesco fino alla ceramica popolare che nel Settecento riprende un prototipo rinascimentale di tre secoli prima.