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FRANCESCO NONNI XILOGRAFO

 

 

Elenco delle opere in mostra

La xilografia

Foto delle sale di mostra

Catalogo Nonni xilografo

 

 

 


Agli inizi del Novecento ad Adolfo De Carolis va il merito della brillante rinascita in Italia della xilografia, quando già altre forme di riproduzioni fotomeccaniche avevano invaso il campo dell’incisione. Già nel 1903 la rivista “Il Leonardo” che si stampava a Firenze, pubblicò le prime xilografie di A. De Carolis di impronta rinascimentale, se non michelangiolesca, accanto a quelle di G.Costetti, A.Spadini, G.Viner ed altri. La rivista “L’Eroica di Ettore Cozzani a La Spezia divenne in quel tempo l’organo ufficiale degli xilografi italiani organizzando, nel 1912, la prima mostra degli xilografi e incisori italiani con relativo catalogo.
Francesco Nonni, suggestionato dalle opere di questi poderosi incisori, venne tentato da questa disciplina artistica mentre lavorava come intagliatore nella famosa Ebanisteria Casalini a Faenza, ma non dimentichiamo che fu l’amico Domenico Baccarini nel 1902 a fargli conoscere per primo questa particolare tecnica. Sorprendentemente, e in brevissimo tempo, Nonni si affermò come un elegante fregiatore di libri, un adornatore della pagina, e un pioniere della rinascita della decorazione grafica applicata alla stampa con il solo ausilio di sgorbie e taglientissimi bulini che incidevano sulle tavolette di legno. Come già detto, Nonni venne considerato uno dei più preziosi illustratori d’Italia realizzando le prime xilografie con l’amore per i preraffaelliti, xilografie caratterizzate dalla profonda delicatezza del segno, dalla sottile linea e da una leggiadra raffinatezza.
Nel 1906 incontrò Antonio Beltramelli per il quale iniziò un’intensissima attività come illustratore di libri scolastici, romanzi, novelle, poesie nonché ideatore di figurini di moda per signore e bimbi anche per case editrici, ricordando fra le più importanti l’Editore Mondadori e l’Editore Sandron.
In quell’anno partecipò alla Mostra Internazionale di Belle Arti di Milano in occasione dell’Esposizione Internazionale per l’apertura del Sempione, alla quale oltre al Nonni parteciparono anche Baccarini e Rambelli. Nonni con le sue xilografie fu l’unico incisore su legno presente. A tal proposito Vittorio Pica su il “Secolo” del 13 giugno scriveva: “D’incisioni in legno non vi sono, nell’attuale mostra, che le prime prove promettenti, che in questa tecnica, a torto trascurata in Italia, ha fatto con delicatezza d’invenzione e con abbastanza perizia formale, un giovanotto diciottenne di Faenza: il Nonni”. E anche l’autorevole critico Ugo Ojetti, sul “Corriere della Sera” del 18 luglio, scriveva: “Francesco Nonni è qui il suo buon rappresentante del rinnovato amore di qualche artista italiano per questo antico metodo di incisione che dalla fine del quattrocento fu carissimo ai nostri migliori illustratori ed editori”.
Questi consensi lo stimolarono due anni dopo alla partecipazione, con tre incisioni in legno dei: I Canti di Faunus, alla Quadriennale d’Arte di Torino che ancora gli valsero il plauso di altri critici. Nonni era divenuto un nome ormai celebre e conteso, partecipò alle mostre più importanti che si svolsero in Italia, dall’Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, alla prima Esposizione Internazionale d’Arte di Roma del 1914, alle importanti esposizioni europee finchè avvenne la pausa forzata con il primo evento bellico mondiale. Con il trascorrere degli anni lo stile di Nonni si è evoluto con la reinterpretazione dei modi di Beardsley, contestualmente ha creato motivi originali, soprattutto decorativi (frontespizi, testate, fregi vari, capilettera e finalini), fondendo nuovamente art nuveau e elementi della tradizione faentina con la realizzazione di xilografie a più legni squisitamente pittoriche.
Nel 1924 con la rivista “Xilografia”, per conto dell’Editore Lega di Faenza, Nonni si propose di raccogliere attorno a sé tutti i migliori xilografi italiani. La rivista uscì mensilmente per due anni consecutivi (1924-1925) presentando dieci xilografie ogni mese quando, nel 1926 uscì trimestralmente. L’ultimo fascicolo della rassegna porta trenta xilografie pregevolissime.
La rivista, tirata in trecento copie di legni originali ebbe un enorme successo, apprezzata in Italia e all’estero.
Dal 1920 al 1930 Nonni divenne un interprete raffinato dello stile Decò ottenendo continui successi nelle varie esposizioni nazionali e internazionali. Nel 1927 partecipò all’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa di Monza organizzando anche la mostra per la sezione romagnola; le sue xilografie vennero acquistate dalle maggiori gallerie italiane ed estere, poiché era ormai riconosciuto tra i migliori incisori e illustratori italiani.