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Sala 5
Sala Donatello
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Biagio d'Antonio
(1446 c. – doc. al 1508)
Madonna col Bambino, Angeli e i SS. Domenico, Andrea, Giovanni Evangelista
e Tommaso d’Aquino
tavola, cm. 185x304 + cornice 15
cm., n. inv. 124 .

Per lungo tempo è stata
considerata opera di G. B. Utili e nel complicato processo d’identificazione
con Biagio D’Antonio, spetta al Grigioni l’avergli restituito la
paternità, e al Golfieri l’aver identificato l’opera con quella
commissionatagli nel 1483 dai Domenicani di Faenza per l’altare
maggiore della loro chiesa.
Probabilmente nel corso del Seicento, in occasione dei lavori di
ristrutturazione della chiesa, il trittico venne trasferito nella chiesa di
Pergola, che apparteneva agli stessi Padri Domenicani, dove vi rimase fino al
1891, anno in cui venne depositato in Pinacoteca.
L’opera aveva una funzione ufficiale, essendo la pala dell’altare
maggiore della chiesa di un ordine di predicatori e sicuramente Biagio
d’Antonio dovette attenersi alla austerità e alla severità della
committenza domenicana.
Il trittico, inquadrato da cornici goticheggianti, raffigura al centro la
Vergine in trono con il Bambino in braccio, ancora stilisticamente legati
alla bottega del Verrocchio, ed ai lati le figure dei santi che riprendono la
scuola ghirlandaiesca, non bisogna dimenticare che a quella data, il D’Antonio
era da poco rientrato a Faenza, dopo aver collaborato con il Ghirlandaio agli
affreschi della cappella Sistina a Roma, dove Biagio ebbe sicuramente la
responsabilità nel riquadro del Passaggio del Mar Rosso.
Particolari rilevanti dell’opera sono il prato fiorito ai piedi della
Madonna, la presenza dei vasi di fiori sul trono, secondo modelli fiamminghi
e alcune brillanti finezze anatomiche e luministiche come quelle nei santi di
destra.
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