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Sala Donatello |
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L’opera venne
acquistata nel 1881 dall’antiquario Aristide Bellenghi e probabilmente
in origine era parte di un polittico, come potrebbero suggerire la dimensione
simile a quella dei due dispersi San Sebastiano e San Giovanni Battista,
e la costituzione tipologica. Dopo una prima attribuzione a Girolamo Marchesi
da Cotignola, seguita da quella a Giovan Battista Utili, il Corbara ha
restituito la paternità del dipinto a Biagio D’Antonio, correggendo
anche il titolo di “San Pietro Martire” con quello di “San
Pietro Apostolo”. Stilisticamente l’opera appartiene alla
maturità dell’artista come testimoniano le qualità
atmosferiche della splendida veduta di Firenze. Il Santo è raffigurato
con gli attributi tradizionali: chiave e libro, e anticipa le figure della
pala di Pergola. L’opera presenta un cattivo stato di conservazione
delle vernici, a causa di una trasposizione su tela avvenuta in epoca
imprecisata. |