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Sala Donatello

 

Sala 5

Sala Donatello

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Marco Palmezzano,
Madonna con il Bambino in trono fra san Michele Arcangelo e san Giacomo Minore nella lunetta Padre eterno e cherubini
tavola cm. 179x75; cm. 92x182,7 (lunetta), nn. inv. 112 e 113

Commissionando la tavola il 12 giugno 1497 i committenti, priori della Confraternita di San Michelino, chiesero un’opera tale da essere giudicata dai periti dell’arte più degna e più bella di qualunque altra tavola esistente a Faenza. Il risultato - già apprezzato dai committenti quando completarono il pagamento tre anni dopo la loro richiesta - fu, come ha scritto Giordano Viroli, «uno dei massimi raggiungimenti dell’attività iniziale del Palmezzano» dove l’influenza del maestro Melozzo si fonde con coerenza alle esperienze della scuola veneta.

Particolarmente riusciti i due santi laterali, con un San Michele Arcangelo vestito, secondo Carlo Grigioni «più che d’una armatura, d’eroica bellezza» e il San Giacomo Minore, figura mite, dignitosa e assorta. Grande importanza nell’opera ha anche il paesaggio sullo sfondo, con fresche scene simboliche e minuziosa descrizione naturalistica. L’ambientazione è rinchiusa in una complessa architettura capace di mantenere equilibrio dando piena e maturata regalità alle sacre figure.